Al via la Stagione Teatrale 2016/17 a Matera con lo spettacolo“LA CAMERA DA RICEVERE”

Il progetto culturale del consorzio Teatri Uniti di Basilicata di portare il teatro in ogni angolo della regione continua la sua ‘missione’ e nonostante la mancanza a Matera di un vero e proprio Teatro, giovedì 2 febbraio, alle ore 21:00, nella straordinaria cornice di Casa Cava, lo spettacolo “La camera da ricevere” di e con  Ermanna Montanari, apre ufficialmente la Stagione Teatrale 2016/17 “Il Teatro. Liberi d’interpretare”.

Ermanna Montanari, più volte premio Ubu e Premio Duse 2013, ci conduce in un viaggio teatrale, che è il racconto dalla sua «stanza dei travestimenti» con alcune figure ritagliate dal repertorio delle sue interpretazioni storiche. Tutto ha origine, dice Ermanna, da quella stanza del ricevere, nel dialetto del paese natale “la câmbra da rizévar”, luogo misterioso e affascinante. Racconta la Montanari – “Nel casolare in cui vivevo da bambina c’era una stanza al pianterreno che si teneva sempre chiusa, chiamata la cambra da rizèvar, che per comprarla il nonno vendette la più preziosa mucca da latte della sua stalla. La camera si apriva solo due volte l’anno, a Pasqua e a Natale, per accogliere i parenti tutti abbigliati nei loro goffi vestiti della domenica. La cambra da rizèvar era diventata il nascondiglio dove, senza essere vista, potevo confidare le mie avventure canterine e i miei travestimenti che da lì iniziarono a prendere forma. Un luogo buio, denso di insidie”.

La camera da ricevere è stata creata nell’ambito del progetto “Dimore delle voci-Laboratorio di Drammaturgia sonora, IV edizione”, a cura di Valentina Valentini, promosso da Rai Radio 3, Centro Teatro Ateneo e La Sapienza Università di Roma. È una produzione dalla Compagnia Teatro delle Albe, una delle più importanti realtà sul piano nazionale e internazionale.

Mercoledì 1 e giovedì 2 febbraio sono previsti anche due momenti di incontro per raccontare e approfondire il mondo creativo del Teatro delle Albe che Ermanna Montanari ha fondato con il suo compagno di vita e d’arte Marco Martinelli e con Marcella Nonni e Luigi Dadina, poco più di trent’anni fa.

Il regista e scrittore Marco Martinelli, mercoledì 1 febbraio, alle ore 20.30, presso lo IAC in via Casalnuovo 154, con la lettura pubblica del suo prezioso libriccino ‘Farsi luogo’, traccia la vibrante mappa etica, morale e profondamente politica di “un teatro che sia utile e necessario come l’ago per cucire”. Il regista del Teatro delle Albe non dispensa consigli su cosa fare se si dimentica la battuta, ma è piuttosto una dichiarazione d’amore al teatro inteso come luogo privilegiato della relazione, dell’incontro, dell’interlocuzione con l’altro. Quella di Martinelli è una semina iniziata ormai vent’anni anni fa quando le Albe fecero i primi passi della non-scuola, la singolare iniziativa, capace di portare il teatro agli adolescenti e gli adolescenti al teatro in vari luoghi del mondo (dalla sede naturale di Ravenna a Scampia al Senegal, da Mazara del Vallo a San Felice sul Panaro dopo il terremoto, da New York a Mons a Santarcangelo). Ma Farsi luogo non è solo un resoconto di quell’invenzione, anzi. È una riflessione morale, etica, personale e collettiva sul fare teatro oggi: «Farsi luogo  – scrive Martinelli – è un edificare in movimento».

L’appuntamento è riservato ad un pubblico massimo di cento persone, ed è realizzato in collaborazione con il Centro Arti Integrate.

 

Un occasione da non perdere per chi ama il teatro della verità umana e la pedagogia teatrale rivolta ai giovani, è l’appuntamento di giovedì 2 febbraio, alle ore 18, presso il Palazzo Lanfranchi, dove il Maestro presenterà la straordinaria esperienza formativa ed espressiva della non-scuola, raccontata nel suo ultimo libro Aristofane a Scampia (Ponte alle Grazie, 2016). Il presupposto della scrittura è la grande fiducia verso i giovani, anche quelli di oggi, che, per Martinelli, non sono affatto “sdraiati”, passivi o condizionati dai social, ma sono animati da sentimenti, passioni e utopie come per tutte le generazioni che si affacciano alla vita. Si tratta allora di portare in evidenza la vita, prima ancora che la scena, magari con l’aiuto dei grandi classici della scrittura teatrale, come Brecht, Skakespeare o l’amato Aristofane, guide sempre eterne per la mobilitazione di energie, emozioni, rabbie e speranze. A conversare con l’autore Marta Ragozzino, Direttore del Polo Museale della Basilicata e Paolo Verri, Direttore Generale della Fondazione Matera 2019.

È possibile utilizzare il bonus cultura per acquistare i biglietti degli spettacoli della Stagione Teatrale 2016-17 organizzata dal consorzio Teatri Uniti di Basilicata, con il sostegno del Mibact, della Regione Basilicata e dei quindici Comuni che la ospitano. Per maggiori informazioni e prevendita www.teatriunitidibasilicata.com

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