Comunicato Stampa – IL NUOVO VANGELO

 COMUNICATO STAMPA IL NUOVO VANGELO 

UN PROGETTO DI TEATRO E FILM DI MILO RAU 

> 06 GIUGNO 2019, 19:30, MATERA 

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO „IL NUOVO VANGELO“ E DEI PROTAGONISTI, SEGUE LA PROIEZIONE DEL FILM „THE CONGO TRIBUNAL“ DI MILO RAU. 

> 28 SETTEMBRE 2019, MATERA 

INGRESSO A GERUSALEMME – PERFORMANCE PUBBLICA 

> 5-6 OTTOBRE 2019, MATERA 

LA PASSIONE DI CRISTO – PERFORMANCE PUBBLICA 

> 10 OTTOBRE 2019, ROMA, TEATRO ARGENTINA 

„ASSEMBLEA PUBBLICA“ 

UN PROGETTO DI TEATRO E FILM DI MILO RAU 

STORIA E REGIA MILO RAU PRODUTTORI ARNE BIRKENSTOCK, OLIVIER ZOBRIST, SEBASTIAN LEMKE DRAMMATURGIA E RICERCA EVA-MARIA BERTSCHY RIPRESE THOMAS EIRICH-SCHNEIDER SUONO MARCO TEUFEN MONTAGGIO KATJA DRIN-GENBERG SCENOGRAFIA E COSTUMI ANTON LUKAS MUSICA MARCEL VAID SOUND DESIGN E MIXAGGIO SONORO GUIDO KELLER PRODUCTION MANAGEMENT ELISA CALOSI ASSISTENTE REGIA GIACOMO BISORDI ASSISTENTE DRAMATURGIA E RICERCA TOMAS GONZALES COORDINAMENTO DELLA PRODUZIONE LARYSSA STONE PR E COMUNICAZIONE YVEN AUGUSTIN 

IL NUOVO VANGELO di Milo Rau, parte del progetto di Matera 2019 “Topoi. Teatro e nuovi miti”, è una produzione interdisciplinare che si compone di un progetto teatrale e un progetto filmico. 

Il progetto teatrale è una coproduzione di IIPM – International Institute of Political Murder con Fondazione Matera Basilicata 2019, Teatro di Roma e NTGent, in cooperazione con Consorzio Teatri Uniti di Basilicata, Fruitmarket Kultur und Medien e Langfilm. 

Il progetto filmico è una produzione di Fruitmarket Kultur und Medien e Langfilm in coproduzione con SRF SSR, ZDF in collaborazione con Arte, IIPM – International Institute of Political Murder, Fondazione Matera Basilicata 2019, Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e Teatro di Roma. 

Con il supporto di Kulturstiftung des Bundes, European Cultural Founda- tion, Zürcher Filmstiftung, Kanton St.Gallen Kulturförderung / Swisslos, Film- und Medienstiftung NRW, DFFF – Deutscher Filmförderfonds, BKM – Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien, GEA – Waldviertler, Stadt Lausanne und Kanton Waadt 

Con la partecipazione di Associazione No Cap – Contro ogni forma di caporalato, Ghetto Out Casa Sankara, ProLoco Ginosa e molti altri. 

Con il sostegno di Fondo Etico di BCC Basilicata. 

Yvan Sagnet, attivista e attore, nel ruolo di Gesù (©2019 Fruitmarket/Langfilm. Foto: Thomas Eirich-Schneider

1. IL NUOVO VANGELO 

Che cosa predicherebbe Gesù nel XXI secolo? Chi sarebbero i suoi apostoli? Come reagirebbero i pilastri del potere secolare e spirituale al ritorno e alle provocazioni di questo autorevole e rivoluzionario profeta? Con IL NUOVO VANGELO Milo Rau e il suo team tornano alle radici del Vangelo e lo mettono in scena come passione di un’intera civiltà. A Matera, nell’Italia meridionale, palcoscenico dei grandi film su Gesù, da Pasolini a Gibson, con un cast di rifugiati e contadini disoccupati, e alla ricerca di una nuova scrittura del Vangelo, nasce un nuovo Vangelo del XXI secolo: un manifesto di solidarietà con i più poveri, una rivolta scenica per un mondo più equo e umano. 

All’inizio il cristianesimo si sviluppa come un movimento sociale rivoluzionario di sottofondo, un’unione tanto idealistica quanto disperata fra poveri e reietti di popoli soggiogati e schiacciati dal potere di Roma. Quella che secoli dopo sarebbe diventata una delle più grandi religioni filogovernative esistenti, alle origini non fu altro che una rivolta di uomini senza terra ai margini dell’Impero Romano, guidata da un falegname disoccupato. Solo anni dopo la sua morte sarà conosciuto con il nome di Gesù. 

Nell’Italia meridionale, ai confini estremi dell’Unione Europea, dove i rifugiati africani che lavorano come braccianti e i piccoli agricoltori, disoccupati a causa dell’importazione del frumento dall’estero, lottano per sopravvivere, IL NUOVO VANGELO rimette 

COMUNICATO STAMPA IL NUOVO VANGELO 

CONTATTO STAMPA: AUGUSTIN PR WWW.AUGUSTINPR.DE 

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Il „Ghetto“ di Borgo Mezzanone (©2019 Fruitmarket/Langfilm. Foto: Thomas Eirich-Schneider

in scena gli atti e la morte del fondatore religioso più autorevole della storia mondiale. Chi sono IL NUOVO VANGELO i reietti, gli offesi, gli emarginati di oggi? Che cosa rimane del messaggio evangelico nell’era dello sfruttamento globale? E come reagirebbe la chiesa ufficiale al nuovo profeta, magari nero, magari donna, e ai suoi apostoli? Il centro delle riprese è la cittadina di Matera, nell’Italia del sud, dove Pier Paolo Pasolini e Mel Gibson hanno realizzato i loro film su Gesù. 

Come Gesù, pescatore di uomini, cerca i suoi apostoli, così il film semi-documentario inizia con un’audizione: chi interpreterà Gesù Cristo, chi i discepoli e chi Maria Maddalena? I protagonisti diventano i dannati dell’Italia meridionale, i rifugiati, i braccianti rumeni, così come i contadini locali e la gioventù senza prospettive nella periferia dell’Europa. Seguendo la trama biblica, mentre i seguaci aumentano, ci si prepara per il grande spettacolo a Matera: lì, nella messa in scena storica del film, Gesù tiene il suo sermone sulla montagna, viene torturato, crocifisso e infine resuscita. Tutto ciò sotto gli occhi delle migliaia di turisti, attirati da Matera – capitale europea della cultura 2019. Il mito cristiano e la realtà turistica si incontrano in una sacra rappresentazione fra povertà, credo e dignità. 

Come grande finale del film, nell’ottobre 2019 Gesù ed i suoi discepoli si avviano verso Roma. Qui Papa Francesco, conosciuto per le sue posizioni liberali e sociali, viene messo di fronte al Nuovo Vangelo. Si crea così un incontro fra il messaggio evangelico ”antico” e quello ”nuovo”, ovvero tra la chiesa ufficiale e quella dissidente, nella città di Roma, centro del potere mondiale ai tempi di Gesù ed oggi capitale del cristianesimo moderno, e al tempo stesso capitale di uno dei governi europei più ostili verso i migranti e le minoranze. 

IL NUOVO VANGELO non è né un semplice documentario né una fiction cinematografica. Si potrebbe parlare di un documentario utopico, di un adattamento cinematografico necessario per i tempi che corrono. IL NUOVO VANGELO è una nuova versione filmica della storia forse più famosa al mondo, ossia dell’insurrezione di Gesù Cristo contro l’impero romano, e la messa in scena di un intervento nella realtà europea. 

Si crea un contrasto fra le scene bibliche ed il making-of, che durante lo sviluppo del film guadagna sempre più autonomia. Con l’occupazione di un terreno da parte degli attori del nuovo film, con l’organizzazione di uno sciopero, con l’ingresso capitale della cultura europea e con la rimessa in scena della Passione come evento di massa, anche il governo italiano viene provocato. Tutto culmina in una “marcia su Roma“ e il confronto della chiesa italiana con le sue origini, rivolte alla lotta per le persone prive di diritti, abbandonate e in povertà. 

PRIMO ATTO 

La prima parte mostra l’audizione di massa, svolta tra maggio e giugno 2019, per cercare i protagonisti. Chi interpreta Gesù? Chi interpreta i discepoli, chi Maria e chi Maria Maddalena? Chi sono i prevaricatori (economici e politici) del nostro tempo e chi l’élite che coopera con loro? 

Le prime sequenze del casting si svolgono in quello che una volta era il campo d’aviazione di Borgo Mezzanone vicino a Matera, così come nel campo profughi, meno conosciuto, di Metaponto, uno dei più grandi “ghetti“ d’Italia. Una lunga fila di rifugiati, pro-venienti da tutte le parti del mondo, si riunisce per il tanto annunciato casting del film su Gesù. Raccontano le loro esperienze di fuga o di lavoro nell’economia sommersa italiana, esperienze che sembrano essere sufficienti per candidarsi al ruolo di discepolo di Gesù. Il ruolo di Gesù è invece interpretato dal noto attivista Yvan Sagnet, anche lui un tempo bracciante in una delle piantagioni del sud e organizzatore del primo sciopero contro lo sfruttamento nell’anno 2011. 

Poco a poco si inizia a conoscere il mondo dei „miserabili“ dell’Italia meridionale: i profughi sbarcati in un paesaggio gretto, i contadini spossessati delle loro terre, che hanno perso il lavoro a causa dell’importazione del frumento a prezzi troppo bassi, la gioventù senza prospettive della Basilicata, ma anche preti e cittadini colti della „capitale culturale europea“ e dello stato centrale italiano. Simile al Vangelo stesso, che mostra Gesù come „pescatore di uomini“ ai margini della società, il film segue le fasi del casting attraverso il quale Gesù accoglie sempre più discepoli.  Anche se spesso interrotti da operazioni di polizia, impariamo a conoscere le condizioni di vita precarie dei lavoratori nell’economia sommersa meridionale. In questo modo viene messo al centro l’ideale ebraico-cristiano stesso alla base di quel progetto chiamato Europa: cosa rimane dei valori del cristianesimo nella politica reale dell’UE? Come riconciliarli? 

SECONDO ATTO 

Al centro del secondo atto si trova la rimessa in scena della Passione di Cristo con uno spettacolo all’aperto di tre giorni tra settembre e ottobre 2019 a Matera: l’ingresso a Gerusalemme, il diverbio tra i farisei e Ponzio Pilato sulla piazza di Matera, la via crucis con le sue famose stazioni dalla Santa Veronica fino all’incontro con la madre e la crocifissione di Gesù Cristo, dalla Via Dolorosa al Colle del Calvario. Qui il “Nuovo Vangelo” è in paragone scenico con il modello di Pasolini e Mel Gibson, ma allo stesso tempo fa uso di strategie sceniche usate precedentemente in altre opere. Mentre la rimessa in scena del “Genter Altar“ è chiaramente storicizzata (costumi: Anton Lukas), le scene della Passione sono dominate da un realismo politico: la sofferenza di Gesù sarà spinta all’estremo, sia nell’esplicitezza che nella durata. Le accuse da parte di Ponzio Pilato e dei sacerdoti del tempio sono tratte solo parzialmente dalla Bibbia e si riferiscono invece chiaramente alla situazione disumana dei profughi. Così le reazioni degli spettatori (i turisti, la “borghesia europea“) diventano tema stesso di discussione: come si comportano di fronte alle sofferenze del Gesù “moderno“? Dove finisce la finzione artistica e dove inizia il vero dolore degli interpreti? E così si ripropone la domanda di base del film: cosa è finzione? Cosa è realtà? A che punto le immagini e i fatti ci toccano? Quando si passa dal voyeurismo alla solidarietà?

Come in molti altri film dello stesso regista, il confronto con il progetto stesso diventa parte del film. Anche in questa fase IL NUOVO VANGELO rimane poco distante dai protagonisti: dai loro dubbi, ma anche dalla loro determinazione di portare a termine la Passione di Cristo, nonostante ogni resistenza. 

TERZO ATTO 

Nel terzo e ultimo atto, una sorta di epilogo, Gesù e i suoi discepoli si recano a Roma ad ottobre 2019. Papa Francesco si confronta con i protagonisti e il messaggio del Nuovo Vangelo: un incontro tra il “vecchio“ e il “nuovo“ messaggio di salvezza, un confronto tra la chiesa dissidente e quella ufficiale. Questo incontro fortemente desiderato tra il „”nuovo Gesù“ e Papa Francesco forma il finale del film. A prescindere dalla possibile esplosività politica di questo incontro, anche qui al centro si trovano gli individui, le loro convinzioni, i loro errori e la loro autocritica, fino all’accompagnamento a casa degli interpreti stessi: al centro profughi, ai ghetti della Basilicata, alla loro vita e al loro lavoro. 

2. IL PUNTO DI VISTA DEL REGISTA MILO RAU 

Da 15 anni mi occupo, attraverso opere teatrali, film e libri, delle contraddizioni dell’economia globale e del ruolo rappresentato dall’Europa. Nella “Europa Trilogie” (2014-16) ho dato voce a narrazioni di attrici e attori di 13 paesi, dal Belgio alla Russia, fino al Kurdistan e alla Siria, che raccontano storie europee – una “psicoanalisi politica del nostro continente” (Libération), per la quale abbiamo fatto provini da Erbil a Gerusalemme, da Atene a Bruxelles fino a Parigi. Per il film “Das Kongo Tribunal” (Il Tribuna-le del Congo, 2017) ho creato un tribunale sull’economia mondiale, nella zona della guerra civile nel Congo orientale, dove centinaia di migliaia di persone sono state cacciate sotto gli occhi dell’ONU. Lavoratori e dirigenti delle miniere, come anche ribelli e politici, hanno dovuto render conto ad una giuria di avvocati nazionali ed internazionali. Il progetto, nominato per un premio cinematografi-co sia in Svizzera che in Germania, ha provocato il licenziamento di due Ministri e addirittura l’allontanamento del Governatore della provincia del sud Kivu. Con IL NUOVO VANGELO voglio dunque unire i due tipi di progetto: da una parte la critica su larga scala contro un ordine mondiale ingiusto, in cui anche l’Europa gioca un ruolo importante; dall’altra il lavoro con i racconti e le biografie che risultano dal casting estensivo tra dilettanti. Inoltre da tanti anni ho un persistente interesse riguardo il mondo delle immagini bibliche, con le quali mi sono già confrontato nel mio adattamento di Pasolini “Die 120 Tage von Sodom“ (Le 120 giornate di Sodoma, 2017, Schauspielhaus Zürich), nel mio progetto sulla fede “Der Genter Altar” (L’altare di Ghent, 2018, NTGent), così come nella terza parte della “Europa Trilogie”, “Empire” (Impero, 2016, Schaubühne Berlin), nella quale recita anche Maia Morgenstern, l’interprete di Maria in “La Passione di Cristo” di Mel Gibson. 

Per questo, quando più di un anno fa mi è stato chiesto di mettere in scena qualcosa per Matera – Capitale Europea della Cul-tura 2019 – ho subito accettato con grande entusiasmo. I curatori hanno approvato la mia proposta di usare “Il Vangelo secondo Matteo“ di Pasolini come modello, ma con il desiderio di raccontare la storia della Passione degli emarginati, dei poveri, dei disoccupati e dei profughi. In seguito ad un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica si è sviluppata una reazione a catena che ha portato all’integrazione nel IL NUOVO VANGELO progetto del Teatro di Roma. La nipote di Pasolini, che aveva visto un mio spettacolo (Fi-ve Easy Pieces) a Roma, ci ha concesso i diritti del copione di Pa-solini. Anche Arne Birkenstock e Olivier Zobrist, che hanno prodot-to il film “Das Kongo Tribunal“, si sono dimostrati da subito convin-ti della mia nuova idea. Lo scorso giugno mi sono recato quindi a Matera insieme ai drammaturghi Stefan Bläske e Eva-Maria Bertschy per trovare possibili luoghi per il film. La calma quasi an-tica della città ci ha subito convinto di voler fare qui un film su Ge-sù. Durante le nostre ricerche e visite effettuate nei mesi di no-vembre, dicembre e gennaio siamo rimasti scioccati dalla vista delle condizioni disumane dei campi profughi e delle piantagioni nei dintorni. Secondo l’ONU, al momento 65 milioni di persone so-no in fuga, ogni anno muoiono migliaia di persone nel Mediterra-neo ed in Italia più di cinquecentomila individui vivono in clande-stinità. E come se il fatto che l’Europa si distanzi chiaramente dalle conseguenze della propria politica estera ed economica nell’Oriente e nell’Africa non fosse già abbastanza, il capitano dell’imbarcazione “Lifeline“, deve presentarsi davanti ad un giudice, per aver salvato persone dall’annegamento, e il sindaco di Riace viene accusato e 

condannato per aver messo a disposizione dei profughi le case non abitate del suo comune. L’abisso tra la rivendicazione morale e la politica reale del nostro continente, fiero delle sue radici cristiano-ebraiche, sta diventando sempre più grande, anche in Italia, oggi dominata da una politica particolarmente ostile nei confronti dei migranti. 

Per questo, mettere in scena un documentario su Gesù proprio a Matera, dove sono stati girati i due film su Gesù più famosi: “Il Vangelo secondo Matteo“ di Pasolini e “The Passion of the Christ“ di Gibson, assume un grande significato. 

Nei dintorni di Matera, nelle regioni povere della Puglia e della Basilicata, si accumulano le contraddizioni dell’ordine mondiale neoliberale: gli agricoltori locali diventano disoccupati a causa dell’importazione dei cereali a basso costo. Per esempio Barilla importa frumento prodotto in Canada o negli Stati Uniti e lo stabilimento una volta attivo a Matera cade a pezzi. Agli angoli della sottosviluppata società meridionale si è sviluppato negli ultimi anni un altro mondo, invisibile: un mondo di baraccopoli selvagge, popolate da migliaia di profughi provenienti dall’Africa e dall’Oriente. 

Cosa sarebbe più sensato che realizzare un film sul Gesù moderno proprio qui? Dove sono più evidenti le contraddizioni dell’Europa moderna, se non a Matera? Un nuovo Vangelo, un Vangelo del XXI secolo, un manifesto delle vittime del “libero mercato”, a cui Papa Francesco stesso si riferisce nella sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium del 2013: “Questa economia uccide.“ 

3. MILO RAU 

I critici lo descrivono come l’artista “più influente” (Die Zeit), “più premiato” (Le Soir), “più interessante” (De Standaard) o “più ambizioso” (The Guardian) del nostro tempo: il regista svizzero, autore e direttore artistico di NTGent, Milo Rau (*1977). Rau studia sociologia, lingua e letteratura tedesca e romanistica a Parigi, Ber-lino e Zurigo con, tra gli altri, Pierre Bourdieu e Tzvetan Todorov. Dal 2002 pubblica oltre 50 opere teatrali, film, libri e azio-ni. Le sue produzioni sono pre-sentate in tutti i principali festi-val internazionali, tra cui i Theatertreffen di Berlino, il Festival d’Avignone, la Biennale di Ve-nezia, il Festival di Vienna e le Kunstenfestivaldesarts di Bruxelles, e hanno girato oltre 30 paesi in tutto il mondo. Rau ha ricevuto numerosi premi, tra cui il Peter-Weiss-Prize 2017, il 3sat Prize 2017, il Saarbrücken Poetics Lectureship for Drama 2017 e il rinomato ITI Prize of World Theatre Day 2016. Nel 2017 Milo Rau è nominato dai critici “regista dell’anno”, nel 2018 riceve il Premio Europeo del Teatro, e nel 2019 ottiene la laurea ad honorem del Dipartimento di Teatro della Lunds Universitet (Svezia). Rau è anche critico televisivo, docente e scrittore.

4. YVAN SAGNET 

Yvan Sagnet nasce nel 1985 a Douala (Camerun). Con una borsa di studio si trasferisce nel 2007 in Italia per studiare ingegneria al Politecnico di Torino. Dopo il fallimento di un esame e la perdita della borsa di studio a fine luglio 2011, si reca nel Salento, a Nardò e inizia a lavorare come raccoglitore di pomodori per la Masseria Boncuri, un’azienda agricola locale. 

Mentre lavora alla Massaria Boncuri, Sagnet entra in contatto con il Caporalato, un sistema che ruota attorno ai Caporali, che reclutano illegalmente i lavoratori del pomodoro in un modo che Sagnet chiama “schiavitù moderna” dell’agroalimentare italiano. I lavoratori lavorano 16 ore al giorno per 20-25 euro al giorno, mentre i Caporali conservano gran parte del loro stipendio. 

Nell’azienda agricola di Nardò Sagnet organizza uno sciopero contro le disumane condizioni di lavoro, che porta con successo alla riforma delle con-dizioni di lavoro in agricoltura in Italia. 

Dopo la rivolta, Sagnet continua il suo attivismo lavorando come sindacalista della CGIL, e fonda l’associazione No Cap, un’or-ganizzazione che si impegna a favore di condizioni di lavoro eque per i raccoglitori di pomodori e promuove l’integrazione dei prodot-ti eticamente prodotti nei mercati di consumo. 

A febbraio 2017, Sagnet viene nominato Cavaliere dei Cavalie-ri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente del-la Repubblica Italiana Sergio Mattarella per il suo lavoro volto a porre fine alla “moderna schiavitù” nel settore agricolo italiano. 

 

News

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Mercoledì 11 settembre 2019 ore 17:00 | Le Monacelle, Matera

IL NUOVO VANGELO di Milo Rau Mercoledì 11 settembre 2019 ore 17:00 | Le Monacelle, MateraIncontro con Milo Rau, Yvan Sagnet, Enrique Irazoqui, Maia Morgenstern ore 19:30 Proiezione del film IL VANGELO SECONDO MATTEO di Pier Paolo Pasolini Ingresso libero, fino esaurimento posti   L’11 settembre alle Monacelle nell’ambito di “Tòpoi. Teatro e nuovi miti”,… Mostra articolo

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CASTING: 21.8.-22.8.2019 Fondazione Matera-Basilicata 2019 CASTING: 21.8.-22.8.2019 Fondazione Matera-Basilicata 2019 presso spazi Fondazione Matera-Basilicata 2019 – Via Casale – Sasso Barisano. 26.08.2019 (luogo in definizione) Cosa predicherebbe Gesù nel XXI° secolo? Chi sarebbero i suoi discepoli? E come reagirebbero gli attuali detentori del potere temporale e spirituale al ritorno del più influente profeta e rivoluzionario… Mostra articolo

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Teatri Uniti di Basilicata. La danza protagonista dell’estate lucana